E qualcuno pensa a loro?

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E qualcuno pensa a loro?

In questo periodo complicato dove la salute e la riduzione del diffondersi del virus è prioritaria, dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà e degli scompensi che hanno i nostri bambini in un periodo di reclusione casalinga preventiva.

La redazione ha letto un interessante articolo che mette il focus sui bambini e sulle loro condizioni in questa situazione di clausura, tra lezioni a distanza e giochi improvvisata in casa.

Di seguito l’articolo che potrete trovare in versione completa su greenme.it

Da tanti, troppi giorni, i bambini sono chiusi in casa. I piccoli e i più grandicelli sono ora tutti accomunati dal fatto di non poter uscire neppure per fare una passeggiata. Quali possono essere le conseguenze di questa quarantena?

I bambini iniziano a soffrire l’isolamento in casa e, per alcuni di loro, il disagio è decisamente maggiore, pensiamo ai disabili, ai bambini con disturbi dello sviluppo, a quelli le cui famiglie non hanno abbastanza risorse e la lista, purtroppo, potrebbe continuare.

Dei bambini si è parlato soprattutto in quanto possibili portatori, anche sani, del coronavirus e quindi come soggetti potenzialmente pericolosi che espongono a gravi rischi soprattutto le fasce più deboli della popolazione (tra cui proprio i loro cari nonni). Per il resto, in questa situazione di emergenza, sembrano essere un po’ i grandi dimenticati. Ovviamente non gli unici.

Perché certamente non sono solo i bambini a soffrire, ma, come abbiamo raccontato in altri articoli, tutte le fasce dei più deboli: senza tetto, malati psichici, donne sottoposte a violenza, disabili, ecc. Per tutti loro, c’è bisogno di aiuto da parte dello Stato, in varie forme a seconda delle diverse esigenze.

Nessuno conosce l’impatto psicologico e sociale della quarantena

I decreti, ormai frequentissimi, a cui siamo abituati mai hanno preso in considerazione la situazione dei bambini. Si può portare a fare una passeggiata il proprio cane ma, anche se non è espressamente detto, i più piccoli non possono uscire di casa come invece, sia pur molto limitatamente, possono fare gli adulti (per la spesa, questioni lavorative o di salute ma anche per fare attività fisica all’aperto sotto casa).

I bambini, in questo senso, sembrano essere tra le vere vittime di questa quarantena, spesso chiusi in piccoli appartamenti (almeno nelle grandi città) e alcuni addirittura senza neppure lo sfogo esterno di un balcone con cui rimanere in contatto con la realtà, che fuori continua comunque ad esistere. Lontani dagli amichetti, dalle maestre, dai loro compagni di sport o hobby (per chi li frequentava prima di questa emergenza), dai nonni e addirittura dai padri o dalle madri (in caso di genitori separati) cosa fanno tutto il giorno in casa? E come vivono dentro di loro questa emergenza?

I genitori (molti dei quali stanno lavorando in smart working) cercano di fare del loro meglio per intrattenerli con attività educative, didattiche o meno, a seconda dei casi, e con un po’ di sani lavoretti e svaghi di vario genere (consentita spesso anche una dose maggiore di cartoni o tv). Molti si dilettano con ricette di cucina, disegni e pitture e con quant’altro la fantasia e la creatività gli suggerisce. C’è chi poi fa ginnastica, baby dance o altre attività di tipo motorio in casa.

Approfondimenti sul tema della didattica a distanza ed alle petizioni riguardanti questa situazione le trovate al seguente link